Il fenomeno del bullismo

Il paradosso è che ora i progetti per contrastare il fenomeno del bullismo, nella scuola dell’infanzia e le scuole dei giovani e degli adulti sono molto importanti. meno spensierati, dominati dalle costruzioni delle fondamenta forti per sopportare il peso del mondo competitivo della scuola. Con l’università si ha un importante ulteriore preparazione e un mezzo per mantenere il controllo per l’età adulta. Il bullo può avere un moto di ribellione, può sentirsi solitario. Anche se si ottiene un posto nelle amicizie degli altri, questo può durare fino a quando è ancora un adolescente, per gli amici sarà più che probabile essere fuori dal gruppo, dalla società. Sfruttando il tempo libero non strutturato, che non deve essere sporadico, superficiale, deve essere nella scuola, nella società e non solo in famiglia. Ci vuole coraggio, per strutturare un livello di soluzioni, decidendo che il bambino non solo non soddisfa le esigenze strette e le convenzioni di una formazione altamente specializzata. Anche se il bambino o ragazzo se si prende quel salto spaventoso,  il salto nella solitudine non può certo capire che non siete da soli. Sia la scuola pubblica e che quella privata non possono esimersi dal ruolo di educatori ed educativo.  Due anni e un tutor possono aiutare ma la competenze deve essere  eterogenea di risultati e quasi approssimativa nel contesto giusto e non nella banalità e superficialità di progetti errati. Alcuni bambini semplicemente non sono adatti per i training prescrittivi  di scolarizzazione disponibile nell’ambito dell’istruzione, per questo è importante trovare soluzioni alternative.  Anche se c’è qualche fondo per quei bambini, non solo non è sufficiente ma psicologicamente dannoso per rendere i bambini tutti allo stesso livello All’inizio di ogni anno di scuola è come una battaglia ed è necessario il coraggio di tutti di fronte alle avversità, e la collaborazione di tutte le famiglie.