Lorenzo Insigne il bomber partenopeo

Lo straordinario avvio di stagione di Lorenzo Insigne il Magnifico ha messo ancora una volta sotto i riflettori uno dei leader di una squadra come il Napoli che, oltre al gioco spettacolare, quest’anno sembra avere anche conseguito quella concretezza che la stagione passata, in alcune partite, sembrava non possedere pienamente.

Le caratteristiche fisiche di Lorenzo Insigne, brevilineo e scattante, lo hanno di certo aiutato a entrare in forma prima dei compagni e di quasi tutti i calciatori della serie A, ma questo non basta a spiegare l’exploit che sta vivendo il bomber partenopeo: l’arrivo in panchina di mister Ancelotti sembra avergli conferito quella calma e autorevolezza in campo che hanno permesso a Insigne di fare un ulteriore salto di qualità; a testimoniarne la crescita, parlano i numeri: sei goal nelle prime otto giornate di campionato, solamente due in meno dell’intera stagione passata, più quello, importantissimo, segnato nei minuti finali della sfida di Champion’s League contro il Liverpool, che ha fatto capire all’Europa intera che Insigne è un giocatore all’altezza di calcare i palcoscenici più importanti.

In molte delle marcature che Lorenzo ha fatto e continua a fare con sempre più costanza c’è il suo marchio di fabbrica che, al pari dei grandi campioni del passato, lo caratterizza e lo rende riconoscibile: il suo tiro a giro di destro, effettuato sempre alla sua maniera; accentrandosi dall’angolo sinistro dell’area avversaria, Insigne si aggiusta la palla con un tocco e, col piede preferito, lascia partire una parabola morbida ma veloce, che si insacca sul secondo palo, togliendo le ragnatele dall’angolino dalla porta. Quando inizia l’azione tutti, pubblico e avversari compresi, sanno già cosa Lorenzo sta per fare, ma la rapidità di esecuzione, grazie alle sue caratteristiche fisiche e al baricentro basso, rende l’azione difficilmente arrestabile, anche per il portiere rivale, a cui molte volte non rimane che raccogliere il pallone in fondo alla rete.

Vedremo se quest’anno il ragazzo di Frattamaggiore che, a ventisette anni, è al culmine della maturità fisica e che, con il nuovo sistema di gioco, è diventato meno rifinitore ma più finalizzatore e decisivo, riuscirà a portare assieme ai compagni a Napoli un trofeo importante che troppe volte è sfuggito per un soffio e che il popolo partenopeo, col suo calore e la sua passione, meriterebbe forse più di ogni altro.